corale cordenonese - Concerto a Cordenons

Siamo stati invitati dai coristi della Corale Cordenonese al a da loro organizzato che si terrà a Cordenons il 16 dicembre alle 20:30.

Con noi parteciperanno il coro ospite e un coro proveniente dal Veneto.

Ecco la nostra scaletta

Luna – Cecilia Seghizzi e Biagio Marin
Gli splendidi versi del poeta gradese Biagio Marin trovano un'adeguata veste musicale in questa composizione di Cecilia Seghizzi. Scritta per coro a 4 voci virili, la lirica descrive l'estatico turbamento d'amore che “no me lassa durmì”, espresso dall'incalzante ripetizione di figurazioni brevi, come un tremito, che poi dominano la seconda parte, dove il tormento amoroso fa ribollire il sangue “de tante, tante voge”. La ripresa racchiude la composizione nella classica forma ternaria, con una coda a bocca chiusa, che ne esalta l'espressione, come in un'ultima fiammata. Dopo un inizio che resta indelebilmente impresso nella mente di chi ascolta, il brano si snoda in altre immagini dense d'atmosfera: le due facce della luna viste come inquietudine del desiderio e all'opposto come pace e magia del paesaggio notturno velato dall'astro.

I to basi – Cecilia Seghizzi e Biagio Marin
Una poesia in dialetto gradese di Biagio Marin su musiche composte da Cecilia Seghizzi, che parla d'amore con delicatezza e malinconia.

– Publio Cargnel – arm. Lucio Gagliardi
La dolcissima melodia, è un'aggraziata e cullante barcarola, ispirata alle barcarole veneziane più antiche, risalenti al ‘700. Il testo, molto poetico e musicale, viaggia in perfetta sintonia con il motivo, e narra di un pescatore triestino in mezzo al golfo di , in piena notte, con la sua piccola barchetta a vela, una fantastica brezza e le stelle che brillano sul mare.

Vizilia de ‘na volta – Rodolfo Kubik e Silvio Domini
Il brano presenta un quadretto familiare dei tempi andati quando i bambini, nell'attesa del , si accontentavano di “tre datui, carobule e quatro bomboni”.

– Rodolfo Kubik – Silvio Domini
d'amore d'altri tempi quella narrata nel brano di Rodolfo Kubik. Quando la sera d'estate si cantava verso il balcone dell'amata mentre un cagnolino abbaiava in qualche cortile, le stelle tremolavano nel cielo e una leggera brezza profumata rinfrescava la notte.

Noturno – Cecilia Seghizzi
Un altro quadretto notturno composto da Cecilia Seghizzi. La luna si distende in un campo di pace. Due riflessi sulla marina appena mossi dal vento si confondono al di là del molo. E Trieste si addormenta già. Sotto un grappolo di stelle staccate una ad una dalla pergola tersa del cielo. La luna si distende pallida in un campo di pace.

Gnot di Nadâl – Orlando Dipiazza
Una metafora che mette in parallelo la montagna e Dio nell'approssimarsi della notte santa. Notte di Natale. Il cuore canta e stanotte non posso dormire. Il buio si dirada ed è già giorno. Come una mamma in attesa il monte manda un sospiro e la croce di ogni pensiero canticchia quieta. La grande montagna è diventata mansueta e l'infinito bambino. L'altissimo monte è già nostro, saltando ogni confine.